Qualcosa di cui ridere

If you can make a girl laugh, you can make her do anything.
(Marilyn Monroe)

Ho appena letto sul Giornale che hanno raccolto in un libro gli strafalcioni letterari dei mafiosi, e anche avendone letto solo alcuni, la cosa non può che suscitare in me una risata. Infatti se penso ai grandi boss, Totò Riina o Michele Navarra o Pietro Aglieri per fare un esempio, e cerco di raffigurarli nella mia testa, certamente l’ultima cosa che riesco a immaginare sui loro volti è un sorriso.

Già, come possono uomini del genere, ridere? O addirittura far ridere?

E mi sento un po’ scema, perché so benissimo che sono uomini “normali”, con una vita “normale”, che ridono, piangono, gioiscono e soffrono (no, questo forse no) come noi.

Quello che mi colpisce è come il far ridere li faccia scendere dal piedistallo e li riporti a livello umano. Stempera l’aura di violenza e paura che li circonda. Anche loro sbagliano (la grammatica). Anche loro sono in grado di suscitare una risatina, magari non consapevolmente, ma a quanto pare ci riescono!

E mi piace che anche quando si parla di cose serie e non proprio piacevolissime come mafia e mafiosi, si riconosca il potere della risata, la sua capacità di allentare la tensione e sdrammatizzare immediatamente personaggi e situazioni.

E’ proprio il caso di dire “ridiamoci sopra che è meglio!”.



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