Qualcosa che chiamo giorno dopo giorno

Ogni santo ha un passato, mentre ogni peccatore ha un futuro.
(Oscar Wilde)

Ogni giorno leggo i quotidiani e ci sono volte che non ci penso, altre volte in cui mi stupisce quante cose possano accadere in 24 ore. Quanta differenza può fare un giorno, o alle volte anche solo un’ora, nelle nostre vite!

Sta quasi per finire il mio 11.589esimo giorno di vita. Un altro mattoncino è stato posato.  Chissà come sarà domani?

Mi piace sapere che c’è un domani. Posso avere delle aspettative, sapere più o meno che succederà, ma non ne ho la matematica certezza.

Sarà un giorno completamente nuovo. E sono curiosa.

Magari non succederà nulla, magari invece la mia vita cambierà.

Non lo posso e non lo voglio sapere.

Non ho mai voluto sapere anticipatamente il mio futuro. È una cosa che mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo. Credo sia meglio, per me, scoprirlo un pezzetto per volta.

Perché adoro le sorprese (belle s’intende), e preferisco affrontare il rischio dell’imprevisto, se e quando accadrà, piuttosto che vivere nell’ansia che qualcosa possa succedere. Tanto, per quanto ci si possa pensare, non si è mai preparati.

E mi succede lo stesso con le persone: le conosco, le vivo per quello che di bello hanno. So che alcune non finirò mai di scoprirle, altre mi feriranno, altre mi stupiranno. Ma non mi chiedo a priori se e quando questo accadrà.

Un uomo che mi ha conosciuta molto bene, mi ha detto che tendevo a vedere solo i suoi lati belli, ignorando quelli negativi. E se questo lo stimolava a migliorarsi, significava da parte mia ignorare parte del suo carattere. Aveva ragione. Il punto non è che non vedessi i suoi difetti, semplicemente per me, erano più importanti le sue qualità. I lati negativi ti rendono umano, quelli positivi, speciale. I lati negativi ti portano a non dare, i lati positivi ti inducono a dare il meglio di te. E non è un fatto di dare e ricevere, o almeno non sempre, quanto piuttosto un modo di essere.

Ho pensato a questo mio non voler pensare alle cose negative, e considerare, forse ingenuamente, solo i lati positivi, alla mia difficoltà a rassegnarmi, al mio sperare sempre in qualcosa di meglio. Ho una tensione al positivo e all’ottimismo pur vedendo le cose con una certa obiettività. E continuo a chiedermi: a che pro devo preoccuparmi? Per proteggermi? Per non farmi fregare? Per non stare male? Quando? Domani?

La verità è che, se anche ne avessi la possibilità, non modificherei una virgola della mia vita passata, non cambierei le mie scelte, non rinnegherei un solo secondo. Il senno di poi, i fatti successi hanno dato alle emozioni, alle sensazioni che ho provato un significato diverso, ma intanto le ho vissute, me le sono godute. E fanno parte di me, nel bene e nel male.

Preferisco un’unica doccia fredda, inaspettata, piuttosto che un goccia a goccia, giorno dopo giorno. Preferisco stare male una settimana, un mese o quel che è, piuttosto che vivere con il tarlo dei se. Se dovesse succedere, lo affronterò. Se non dovesse succedere, avevo ragione io!

Per me questo è il bello della vita: il fatto di viverla come preferisci, come ti fa sentire meglio. Oggi va così, domani, se vuoi, puoi sperimentare e cambiare tutto.

Io mi diverto a metterla in gioco: mi piace il rischio, tanto quanto odio l’ovvietà. Amo le cose nuove, come mi stufa la routine.

Mi piace pensare a un domani diverso da oggi, ancora da costruire. Un domani che non è pianificato e che non so nemmeno immaginare.

Ovviamente, la mia vita non ha molti rettilinei, anzi ci sono parecchie salite, ma mi piace proprio per questo. Per le possibilità che mi offre, per il suo mettermi alla prova, per il suo continuo sapermi stupire.

Sbagli oggi? Se sei in gamba ti sai rialzare e domani puoi farcela ancora. Hai avuto successo? Non pensare nemmeno per sogno di darlo per scontato. Quello che guadagni oggi, lo puoi perdere domani. E viceversa. In senso letterale e in senso lato.

Aspettiamo il domani, ma è più corretto dire che viviamo nella speranza che ci sia. E tante volte ci dimentichiamo che domani potrebbe anche non esserci.

E allora vale la pena lasciare scorrere la nostra vita senza viverla? Vale la pena mettere in discussione l’oggi in vista di quello che sarà il domani? Non lo so. Non ho queste risposte.

Mi rendo conto che vivere significa cambiare e i cambiamenti sono un po’ dolorosi, ma positivi e necessari, e io sono troppo innamorata della mia vita per lasciarla andare avanti da sola.

Per vivere con lei ogni giorno, oggi o domani che sia, devo correre, sapermi adattare, accettare compromessi, ridere, piangere… ma la verità è che non ho ancora trovato niente che mi soddisfi e mi appaghi non dico di più, ma almeno tanto quanto lei.



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